Automatic Loveletter, Truth Or Dare
A cura di George, Sabato, 10 luglio 2010

Passati attraverso non poche traversie, gli Automatic Loveletter ce l’hanno fatta a pubblicare il loro album di debutto, pronto da quasi tre anni e dopo l’abbandono della Epic, messo in cantina fino all’arrivo della Sony che ha fatto firmare i quattro americani ed ha dato alle stampe “Truth or Dare”.
La band capitanata da Juliet Simms ha tanto dei Paramore, talvolta pure troppo, però è riuscita a confezionare un buon debut album a tinte pop-rock in cui a dominare non è certamente la qualità, ma piuttosto la facilità di presa e la ricchezza di singoli e potenziali tali a fare da traino. Con Josh Abraham alla regia (già con Weezer e 30 Second To Mars), la band promette di diventare in breve tempo uno dei nomi di cui si sentirà più parlare, anche se affida davvero tanto se non troppo alla voce della sua leader. Le chitarre di sfondo sembrano un mero e medio riempimento per dare sfoggio delle indubbie abilità vocali (almeno su disco, ci riserviamo la prova live per confermare) della bella Juliet, che non me ne voglia ma assomiglia pure lei troppo a Hayley Williams. Cloni o non cloni a parte, ci sono come detto diversi brani in grado di conquistare le attenzioni delle masse: con la radiofonicissima Heart Song prima fra tutte, passando poi per Hush, quello che potremmo già definire un “classico” per la band (dato che è sopravvissuto alle varie vicissitudini della band prima citate) e indubbiamente uno dei migliori brani del disco. La band mostra il suo lato migliore nelle ballad più tirate, tra cui figura la Hush prima citata ma anche The Day That Saved Us e l’ultima Back To Life, mentre tende a steccare quando prova a virare verso il punk canonico o nelle ballad lente strappalacrime che difficilmente faranno breccia anche nel pubblico di tredicenni.
Nonostante un approccio che facilmente è riconducibile nel “commerciale”, gli Automatic Loveletter sembrano pronti a diventare l’ennesima promessa della scena americana. Se la promessa diventerà realtà bisogna attendere ancora del tempo e sperare in una maturazione un po’ più personale.
Tracklist
01. Heart Song
02. Don't Let Me Down
03. Fade Away
04. Hush
05. Story Of My Life
06. The Day That Saved Us
07. To Die For
08. Let It Ride
09. Eyes On You
10. My Goodbye
11. Butterflies
12. Back To Life






