L'Invasione Degli Omini Verdi, Nel Nome Di Chi?


A cura di George, Mercoledi, 14 luglio 2010


Una nuova recensione a firma di Silvia Ghisi

Verdi sì, ma di rabbia e bile. Gli alieni dell’hardcore melodico sono tornati con un nuovo disco (non è volante) infuriato e diretto come una pallottola, dal titolo “Nel nome di chi?”. I quattro omini sprizzano odio per la piccola penisola a forma di stivale appartenente al pianeta Terra? Sì, ma non solo. Puntano il dito anche contro la Chiesa cattolica (e il Vaticano) per le regole anacronistiche che essa impone ai fedeli, per gli errori del passato e quelli che continua a commettere. Ed è nella title track che si esplicita tale critica, talmente “scomoda” da impedire al video della canzone di andare in onda nelle tv della già citata penisola, dove si ricorre sempre più alla censura (per vedere il video di “Nel nome di chi?”: http://www.youtube.com/watch?v=2RbSkuP3_k4).

Ma gli omini verdi durante i loro 11 anni di vita hanno osservato, a bordo della navicella, tragiche e devastanti guerre, molteplici ingiustizie e pure disastri ambientali, verso cui non possono far finta di niente! “Il mare è nero, il mare è incazzato perché del suo colore lo hanno privato e non serve domandarsi chi è stato, non serve piangere sul latte versato”: in queste parole di La terra trema si legge, in anticipo sui tempi, la catastrofe ambientale dei nostri giorni nel Golfo del Messico. La battaglia aliena, nonostante l’indignazione e la collera è però pacifica: a essere colpiti solo i piatti e la pelle della batteria di Mauri, a essere imbracciati solo la chitarra e il basso rispettivamente di Gio e Giaco.  Nessuna altra “arma” all’infuori dei testi e delle urla di Ale.

Il “green-album” è uscito il 23 marzo 2010 per IndieBox, etichetta indipendente fondata proprio da Maurizio Vinci, il batterista del gruppo.  Il disco alieno è veloce sia nei ritmi che nella durata, una godibile mezz’ora; l’ascolto è facile e non particolarmente impegnativo per le orecchie terrestri.  A testimoniare la qualità del prodotto, basta dire che è stato masterizzato da Jason Livermore al Blasting room Studio (da qui sono passati No Use for a name, Rise Against, NOFX, MxPx, the Casualties, Alkaline Trio, Descendents, Lagwagon…). È estate, tempo di concerti, quindi… carpe diem, cogliete l’attimo! Se non conoscete ancora “L’invasione degli omini verdi” non perdetevi l’occasione di sentirli dal vivo, prima che fuggano verso un’altra galassia, migliore.

Tracklist

01. l’Italia che muore
02. Lamenti
03. Nel nome di chi?
04. La striscia del pianto
05. Invisibile
06. Spiegami perché?
07. Stagioni perdute
08. Il cielo che non c’è
09. La terra trema
10. Fantasmi
11. La linea del tempo

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L'Invasione Degli Omini Verdi

Label: Indie Box