Wavves, King Of The Beach
A cura di George, Lunedi, 13 settembre 2010

Recensione a cura di Mattia Barro
L'estate sta finendo (citazione troppo facile, ma sempre ad effetto) e bisogna tirare alcune somme. E' tornato, come ciclicamente accade, il l'indie surf rock americano, questa volta più accattivante, più lo-fi, più accattone che mai.
Wavves, quel furbo e antipatico genietto chiamato Nathan Williams, si è trasferito da San Diego a Los Angeles e si è portato sul surf Stephen Pop e Bill Hayes, ex compagni di viaggio dell'oramai scomparso Jay Reatard. Dopo l'esperienza dell'estate scorsa (Primavera Sound vi ricorda qualcosa?), Nathan ha deciso di mettere su una band, fare un disco che non si stacca dalle orecchie e continuare ad essere abbastanza odioso.
Prendete questo disco e godetevi gli ultimi giorni di sole con i finestrini dell'auto giù. E' un consiglio.
"King of the beach", nel suo egocentrismo voluto, è uno dei dischi dell'estate (alla pari dell'esordio dei The Drums). Capriccioso, da bagnasciuga, da Converse sulla sabbia. La title track è dinamite spettina chiome, "Post Acid" il dream-trip da giovane serata distorta, "Baseball Cards" il lo-fi rigurgitato dalla tradizione surf americana. Insomma, Nathan Williams ce l'ha fatta di nuovo.
"Idiot".
Tracklist
01. King Of The Beach
02. Super Soaker
03. Idiot
04. When Will You Come?
05. Post Acid
06. Take On The World
07. Baseball Cards
08. Convertible Balloon
09. Green Eyes
10. Mickey Mouse
11. Linus Spacehead
12. Baby Say Goodbye






