Tired Pony, The Place We Ran From


A cura di George, Mercoledi, 13 ottobre 2010


I commenti più cattivi attorno al disco d’esordio del supergruppo capitanato da Gary Lightobody degli Snow Patrol e Peter Buck dei R.E.M. è che “The Place We Ran From” è meglio degli ultimi lavori delle rispettive band. Nota di merito o critica feroce? Certo fare di meglio di “A Hunder Million Suns” o “Accellerate” era davvero facile ed allora che l’aiuto di Jacknife Lee ed Iain Archer siano stati così importanti da dare alla luce un bel disco? Diciamo pure di sì perchè “The Place We Ran From” è un pochino di più del disco di un supergruppo come generalmente siamo intesi a considerarlo, è un disco con una anima che si sente emergere ascolto dopo ascolto.

Si percepisce come l’idea iniziale di Lightbody, che aveva parlato di un disco personale sul country, abbia avuto una sua genesi nel corso del tempo che pian piano ha preso forma nella mente del frontman inglese e sostanza con l’aiuto delle altre quattro menti collegate al progetto. Certo è un disco ancora una volta malinconico come da stile proprio degli Snow Patrol, la voce di Gary in questo gioca in casa come si percepisce in Get On The Road impreziosita dalla collaborazione con la meravigliosa Zooey Deschanel e poi replicata dalla presenza di Tom Smith che presta la voce nella buona The Good Book, ma è un disco che riporta Lightbody a quella vicinanza con il pubblico come da inizio della sua carriera, quasi come se dovesse per un attimo abbandonare le chitarre coldplayiane degli ultimissimi suoi lavori per trasmettere ancora passione. Il gusto più tipicamente americano del disco, emerge prepotente in brani come Point Me At Lost Islands o I Am Landslide, tra i meno riusciti, ed invece con tutta la prevedibilità del caso sono le ballatone quelle che meglio sono nelle corde del frontman e dei suoi compagni ed allora Held In The Arms Of Your Words o That Silver Necklace riescono a scaldare il cuore dell’ascoltatore che non può non farsi coinvolgere dalla poesia di certe sonorità avvolgenti.

Per ritrovare la sua musica Lightbody ha dovuto staccarsi per un attimo dagli Snow Patrol e farsi affiancare da qualche mostro sacro della musica mondiale, ma in fondo più che restare affascinato e coinvolto da chi gli sta intorno è riuscito a trasmettere la sua musica e quindi questo non è un disco geniale, ma un disco onesto e soprattutto vero.

Tracklist

01. Northwestern Skies
02. Get On The Road
03. Point Me At Lost Islands
04. Dead American Writers
05. Held In The Arms Of Your Words
06. That Silver Necklace
07. I Am A Landslide
08. The Deepest Ocean There Is
09. The Good Book
10. Pieces

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Tired Pony

Label: Fiction Records


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