Beady Eye, Different Gear, Still Speeding


A cura di George, Lunedi, 28 febbraio 2011


Fino a qualche anno fa pensare agli Oasis senza Noel Gallagher si poteva tranquillamente considerare una bestemmia, a distanza di tempo i proverbiali litigi tra i due fratelli han portato alla più volte promessa e mai attuata rottura e dalle ceneri della band più importante band della scena inglese da vent’anni a questa parte sono arrivati i Beady Eye, nome orribile che riconduce a Liam Gallagher insieme agli ultimi Oasis formati da Gem Archer, Andy Bell e Chris Sharrock. E’ ancora una bestemmia pensare agli Oasis senza il genio che li ha portati in cima alle classifiche di mezzo mondo? A questa domanda risponde il debut album della band “Different Gear, Still Speeding” e per un vecchio ed accanito fan degli Oasis quale il sottoscritto è davvero duro davvero mantenere una certa obiettività per non sparare a zero sul disco.

Se considerato a sé "Different Gear, Still Speeding" non è un lavoro inascoltabile, si può facilmente obiettare che l’originalità è prossima allo zero con soluzioni già sentite e spudoratamente riprese da buona parte degli ultimi lavori degli Oasis e di conseguenza andando indietro a Beatles And Stones, titolo tra l’altro del quarto brano che suona tremendamente simile a Help! creando non pochi imbarazzi. Anche il primo singolo, The Roller, è già stato visto da molti come una rivistazione di Instant Karma ciò nonostante non si può dire che non si faccia ascoltare e canticchiare piacevolmente, così come non è poi male Bring The Light, free download che ha lanciato la band. La scelta di riportare Andy Bell alla chitarra come ai tempi dei Ride, è stata probabilmente la scelta più giusta per dare alla band un po’ di vivacità anche perchè, non me ne vogliano Liam Gallagher e Gem Archer, forse è proprio Bell l’unico cervello davvero in grado di scrivere qualche pezzo più interessante di altri. Il giovane dei Gallagher compositivamente ha sempre vissuto all’ombra del fratello maggiore ed anche qui, in The Beat Goes On, forse il brano che più classicamente colpirà il pubblico nel ricordo degli Oasis la lunga ombra dell’ex di turno si sente. Spesso il disco, per evidenti lacune o per scelta, si affida alla voce di Liam per reggersi in piedi, For Anyone e Kill For A Dream sono due brani senza alcun cambio di ritmo, poveri di arrangiamento e ancora più poveri di brio. L’unico appiglio è la voce di Liam, sempre bella e riconoscibile, ma ci chiediamo non senza paura quante speranze affidare dal vivo ai brani conoscendo gli attuali limiti del frontman. Così il disco stancamente arriva alla fine senza mai un acuto degno davvero di essere consirato e si chiude con la lenta e soporifera The Morning Son, brano che fa molto Verve e sembra la quadratura del cerchio dopo anni in cui erano i Verve ad essere definiti (più o meno giustamente) i cloni degli Oasis.

Un disco come “Different Gear, Still Speeding” soffre come è inevitabile di confronti per sua natura impossibili, bisogna però saper anche ammettere che le aspettative (e non le sparate di Liam) erano forse di lunga inferiori a quello che è il risultato; alla fine l’unica pecca che si sente ascolto dopo ascolto di quello che suona in tutto e per tutto come un nuovo album degli Oasis è che manca la scintilla, manca il genio, manca Noel Gallagher. Qualcuno giustamente direbbe: dici poco?

Tracklist

01. Four Letter Word
02. Millionaire
03. The Roller
04. Beatles And Stones
05. Wind Up Dream
06. Bring The Light
07. For Anyone
08. Kill For A Dream
09. Standing On The Edge Of The Noise
10. Wigwam
11. Three Ring Circus
12. The Beat Goes On
13. The Morning Son

Links

Beady Eye

Label: Beady Eye Records


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