Royal Bangs, Flux Outside
A cura di George, Giovedi, 19 maggio 2011

Terzo album per la band americana chiamata a fare un po' meglio del precedente "Let It Beep", disco che aveva visto sfumare un po' del clamore attorno al mix di indie-pop ramificato della band. Sullo stile fortunamente "Flux Outside", edito per Cooperative e non più per Sub Pop, recupera in parte la creatività e la fertilità della band che parte da una base comune di stampo pop per divagare verso il blues psichedelico, il rock, il synth-pop creando insomma una sorta di grossa tavolozza che presenta tutte le forme primarie dell'indie oggi inteso. L'altra faccia della medaglia di questa varietà è la difficoltà di trovare un punto comune all'ascolto, troppe variazioni sono segno di creatività ma anche indecisione su quale strada scegliere ed il buon lavoro fatto dal producer Dave Fridmann in questo senso prova a tirare le file poendo la band in scia ai Flaming Lips.
Il disco si apre subito tirato con la chitarristica Grass Helmet, mentre il synth inizia a fare capolino dalla seconda Fireball per poi diventare una tastiera in primo piano nella terza Back Then It Was Different. Si riparte dal rock quasi garage con Triccs, uno dei migliori brani del disco (forse rimasto fuori dalle sessione dell'esordio fatte insieme ai Black Keys) e si conferma come sia questo lo stile più convincente per la band con Bull Elk, altro brano bello tirato che fa il contraltare con il momento di break della quasi interamente strumentale e psichedelica Bad News, Strange Luck. Ancora appeal garage-rock con Loosely Truthing, mentre è nel finale che arrivano le sorprese con lo space-rock di DIM Chamber e la molto bella Slow Cathedral Melt. Brano epicheggiante e classico, anhe in termini strumentali, un esempio di pop cristallino di altissimo livello e se è il modo migliore per chiudere un disco è giusto dire che il contorno non è quasi mai a questo livello. I Royal Bangs insomma non tornano ad essere una band-riferimento per la scena indie americana, dimostrano però di saperci ancora fare con lo scrivere delle belle canzoni; nel momento in cui tutti gli ingredienti che la band mette in ogni brano si fondono perfettamente escono fuori grandi brani, purtroppo i dosaggi sono ancora spesso sbagliati.
Tracklist
01. Grass Helmet
02. Fireball
03. Back Then It Was Different
04. Triccs
05. Bull Elk
06. Bad News, Strange Luck
07. Loosely Truthing
08. Faint Obelisk Two
09. Silver Steps
10. Tv Tree
11. DIM Chamber
12. Slow Cathedral Melt






