Vegetable G, La Filastrocca Dei Nove Pianeti Ep
A cura di Eleanor, Venerdi, 26 agosto 2011

Recensione a cura di Stefano Bartolotta:
Avevano molto da perdere e poco da guadagnare i Vegetable G, scegliendo di passare al cantato in italiano: infatti, l’ultimo dei loro quattro dischi in inglese, intitolato “Calvino”, era dotato di tutti i crismi di qualità in fatto di ispirazione melodica, varietà negli arrangiamenti e nell’impostazione dei brani e compattezza d’insieme. Sarebbe stato, quindi, molto più facile mantenere lo stesso percorso creativo, ma si sa, i veri artisti amano le sfide, e quella intrapresa dalla band campana è indubbiamente di un certo peso.
Infatti il gruppo non si è limitato a sostituire la lingua inglese con quella italiana ma ha svolto un lavoro accurato affinché lo stile melodico si adattasse a questo cambiamento (o forse il passaggio alla lingua madre è figlio del nuovo stile melodico, chissà, sarebbe bello chiederglielo).
Le melodie, infatti, sono decisamente più rotonde e pronunciate e perdono quelle spigolosità che avevano sempre caratterizzato i brani dei Vegetable G in passato, insomma, si può dire che sono più da pop italico che da indie-rock internazionale. Anche il suono, in piena coerenza con la svolta compositiva, risulta più pieno e morbido, magari non più elaborato in senso assoluto ma con una struttura diversa, anche qui più pop e meno rock, grazie a suoni di chitarra perfettamente levigati ed alla presenza di fiati.Passando all’analisi delle singole canzoni, c’è una differenza di filosofia tra la title track e gli altri tre brani. “La Filastrocca Dei Nove Pianeti” è solare, spensierata, scintillante e mantiene un legame col passato nel suo essere molto terrena pur utilizzando nel testo metafore legate all’astronomia, da sempre la grande passione della band. Gli altri due inediti, “La Fine Di Meteora” e “I Nostri Impulsi Terrestri” hanno invece un suono molto più etereo e dilatato ed un carattere decisamente sognante, ricordando nelle melodie e nelle armonie (non nei testi) i Baustelle più riflessivi. Per mostrare appieno il legame tra questo Ep e la tradizione pop italiana, c’è anche una cover di Lucio Battiti, “Le Cose Che Pensano”, appartenente alla fase più intellettuale dell’artista e qui rielaborata in modo da mantenere una continuità con le due canzoni appena citate, la prima delle quali la precede mentre la seconda la segue e chiude il lavoro.L’Ep è distribuito esclusivamente in via digitale ed anticipa l’album “L’Almanacco Terrestre” in uscita il 19 settembre.
Un aperitivo gustoso e stuzzicante, non c’è che dire.
Tracklist
01. La filastrocca dei nove pianeti
02. La fine di Meteora
03. Le cose che pensano
04. I Nostri Impulsi Terrestri





