The Horrible Crowes, Elsie
A cura di George, Venerdi, 16 settembre 2011

Qualora le influenze nella scrittura di Brian Fallon non si fossero chiarite con il risultato dei lavori dei Gaslight Anthem, è questo suo secondo progetto Horrible Crowes a presentarci in tutta la impressionante qualità come sia Fallon il vero e forse solo erede di Bruce Springsteen. Non fatevi però ingannare da questa apertura, perchè in “Elsie” c’è molto di più di un disimpegno dai Gaslight, c’è la dimostrazione di quello che oggi è uno dei maggiori songwriter in circolazione, un artista capace di fuggire dalla logica punk-rock dei Gaslight per presentare un disco che suona suo al 100% sotto una luce diversa, più intima e personale e per questo ancora più emozionante.
Sì è vero, ai primi ascolti “Elsie” banalmente suona come dei Gaslight Anthem meno accesi, un rock a tinte blues-folk in cui la voce di Fallon echeggia il risultato dei singoli più celebri della band del New Jersey. Se si supera però la logica del “singolo brano”, si comincia ad approfondire il disco ci si trova davanti ad un disco che è uno tra i più vivi ed emozionanti spaccati di cultura americana degli ultimi anni, dove Brian si apre e racconta le sue vicissitudini tra droga, alcool e religione regalando un Album, scritto con la maiuscola, che è davvero una piccola biografia musicale; un lavoro in cui il rock pian piano emerge ancora più prepotente che nelle chitarre tirate dei Gaslight Anthem, dove la passione ed il sudore di questo trentunenne del New Jersey esce dalle casse fino ad entrare nel cuore di chi lo ascolta. Ad elevare la qualità di un disco di per sé già mediamente più che buono (gioco facile dire che Fallon è evidente non sia in grado di scrivere brutte canzoni) c’è poi la voce del frontman, quella voce insicura che trasmette passione e voglia, che trasmette verità.
La cornice è dunque meravigliosa, ma anche i brani sono per l’appunto quasi tutti splendidi, seppur meno immediati di quanto sentito nel passato di Fallon e se Behold The Hurricane è davvero Springsteen negli anni 2000’, con Sugar ci si avvicina al Bob Dylan più intenso. Trovare un brano migliore degli altri è difficile, Ladykiller forse è il più facile ma non è detto sia il più bello, i fan dei Gaslight ad esempio difficilmente non ameranno Mary Ann, così come è difficile non sentirsi coinvolti dai toni bassi ed avvolgenti di Blood Loss.
Se Spingsteen in passato era stato bollato di tradimento dalla working class americana per certe scelte più “commerciali”, con Fallon si chiude il cerchio, il boss ha passato la mano e negli Horrible Crowes si ritrova tutto il sapore di quel rock che è ancora in grado di cambiare la vita delle persone.
Tracklist
01. Last rites
02. Sugar
03. Behold the hurricane
04. I witnessed a crime
05. Go tell everybody
06. Cherry blossoms
07. Ladykiller
08. Crush
09. Mary Ann
10. Black Betty & the moon
11. Blood loss
12. I Believe Jesus brought us together






