The Drums, Portamento
A cura di George, Martedi, 27 settembre 2011

A non fare parte dell’infelice casta delle band da un singolo e basta ci provano anche i Drums che, dopo l’incredibile successo del debutto trascinato da I Wanna Go Surfing, tornano con “Portamento”, secondo lavoro che prova a rinverdire nuovamente i fasti di quel sound a metà tra surf e pop che aveva colorato l’estate 2010. Intendiamoci, non siamo tra coloro che han definito “The Drums” un capolavoro e che qui girano le spalle alla band americana, perchè questo disco è poco nulla esattamente come era il debutto. Un album che si lascia anche ascoltare senza creare disturbo un paio di volte, i ritmi sono comunque allegri e sostenuti, ma manca completamente l’idea di creare qualcosa di diverso e non ci si deve far ingannare dal primo estratto Money, che fingeva di spingersi un pochino più negli anni 80’ provando a portare Brian Wilson a contatto con i Cure.
I cambi di line-up si sentono in una presenza della chitarra più marginale o se vogliamo più banale, con un uso quindi maggiore della drum machine e del synth alla ricerca di un cambio di sound che in fondo non avviene mai, perchè i Drums sanno scrivere un certo tipo di canzoni e non è il presentarle più pulite o asciutte che le fa diventare diverse. Ecco che dunque “Portamento” è un disco senza capo ne coda, se non quello di cercare di replicare un successo di per sè inarrivabile ed in fondo è l’errore di fondo di questo disco, i newyorkesi hanno già il loro “classico” e si trattava ora di dimostrarsi band in grado di durare più di una estate o della durata di uno spot pubblicitario che ancora oggi porta in giro la loro canzone.
Invece canzone dopo canzone non si sente mai quel sacro fuoco o quella passione che possa far scattare la scintilla nell’ascoltatore, considerando poi che quello che si definisce “indie” è forse ancora più mutevole nei gusti che quello di altri generi. Book Of Revelation apre in modo poco convincente, troppo simile a qualche demo lasciato abbozzato al tempo del primo album, e molti sono i brani che in fondo ci sembrano dei pezzi lasciati lì da tempo e ripresi ora con l’idea di dargli una faccia più dark, il discorso prima citato quindi si può fare per Days (tanto - troppo Cure) o ancora l’insopportabile incedere ripetuto di If He Likes It Let Him Do It.
Si salva qualcosa? L’impressione è che dei Drums si prende tutto oppure niente, se avete apprezzato il primo disco potete al massimo lamentare una certa scarsa vena compositiva in “Portamento”, se invece già al debutto li avete guardati con sospetto qui troverete conferme ai vostro dubbi.
Tracklist
01. Book Of Revelation
02. Days
03. What You Were
04. Money
05. Hard To Love
06. I Don’t Know How To Love
07. Searching For Heaven
08. Please Don’t Leave
09. If He Likes It Let Him Do It
10. I Need A Doctor
11. In The Cold
12. How It Ended






