Kathleen Edwards, Voyageur
A cura di ap1976parma, Domenica, 15 gennaio 2012

Quarto album per la cantautrice di Ottawa a distanza di quasi quattro anni dal precedente ‘Asking For Flowers’. Questo lavoro, prodotto dalla stessa Edwards insieme al suo fidanzato Justin Vernon e registrato nello studio di proprietà del barbuto folk-singer a Fall Creek nel Wisconsin, vede la collaborazione di parecchi musicisti, oltre alla sua abituale backing band: S. Carey (batterista di Bon Iver), Phil Cook dei Megafaun, Norah Jones, gli Stornoway, John Roderick, Afie Jurvanen e Francis And The Lights.
‘Voyageur’ potrebbe essere la fatica che le può dare un riscontro positivo non solo da parte della critica, come già successo anche in precedenza, ma anche dal pubblico e sotto il piano delle vendite: le sue sonorità hanno qui una maggiore risonanza, la sua voce rimane splendida e il suo talento come songwriter è inalterato. L’aiuto di Justin Vernon in fase di produzione è stato fondamentale per sviluppare una nuova visione del suo sound e riuscire a mostrare le sue canzoni sotto una nuova luce: sebbene ci siano ancora alcuni pezzi dove la chitarra resta fondamentale, il frontman dei Bon Iver è riuscito ad aggiungere nuovi strumenti alle composizioni della rossa Kathleen, facendo risultare i brani più freschi rispetto al passato. L’impronta di Vernon la si può notare facilmente, ad esempio, nel brillante, ispirato e allegro singolo Change The Sheets, dove le tastiere hanno un ruolo di primo piano.
I testi, invece, sono pieni di sentimenti e molto più personali in confronto a prima: al loro interno si possono vedere con facilità i continui cambi di paesaggi sia visivi che emotivi; le prove ed i problemi che si pongono davanti durante il continuo viaggiare, ma anche l’ottimismo per essere sempre sulla strada sono i temi principali dei pezzi.
Con ‘Voyageur’ Kathleen Edwards, come aveva già dichiarato in qualche recente intervista, ha voluto togliere, almeno in parte, l’etichetta di Americana dal suo sound e Tom Petty e Neil Young dalle sue influenze: la sua progressione è evidente e le sue abilità a cambiare direzione (con il fondamentale aiuto di Justin Vernon) l’hanno portata a realizzare un album ispirato e di grande classe.
Tracklist
01. Empty Threat
02. Chameleon / Comedian
03. A Soft Place To Land
04. Change The Sheets
05. House Full Of Empty Rooms
06. Mint
07. Sidecars
08. Pink Champagne
09. Going To Hell
10. For The Record






