Pulled Apart By Horses, Tough Love


A cura di George, Lunedi, 13 febbraio 2012


Il peggior errore che si possa fare approcciando l’ascolto del secondo album dei Pulled Apart by Horses è quello di pensare “beh, i ragazzi han già dimostrato tutta l’irrequietezza dei loro vent’anni con il debutto, ora proveranno a mettersi comodi”: errore i cinque di Leeds si dimostrano più scaltri e furbi di quanto non possiate immaginare, perchè hanno messo in plancia di comando Gil Norton, uno che ha trasformato anche i Foo Fighters in agnellini da classifica e gli han detto “ecco, noi suoniamo così. Ora prova a venderci al meglio”. Il risultato è un disco che si sposta dalle atmosfere eccessivamente ruvide dell’esordio all’hardcore-punk per lunghi versi, dove però l’onda lunga di Norton ha saputo bene piazzare certe melodie e certe soluzioni che finiscono per rendere il disco più pop di quel che il primo ascolto può tradire.

“Tough Love” è dunque un disco da classifica, che potrà vendere bene soprattutto a chi non guardare con una certa sufficienza la band di Leeds, i ragazzi sono sì giovani ma non vogliono mettersi magliette a righe o paillette tra i capelli e dunque suonano freschi e irrequieti esattamente come una band di vent’anni, pur al secondo album sotto Transgressive, dovrebbe essere. Queste le basi su cui poi si ascoltano pezzi come V.E.N.O.M., guidato da vorticosi giri di chitarra, parentesi pop-punkeggianti come Epic Myth o ancora meglio dei Bloc Party che decidono di tornare a graffiare con Wolf Hand.
La band decide di togliersi completamente di dosso l’etichetta indie e si mette a suonare punk a tinte hardcore in Some Mothers, meglio tra l’altro di band considerate dei nomi sacri della scena ed ecco che finisce per chiamare a sè un po’ tutti i generi e quindi, grazie appunto al buon Gil in regia, a realizzare un disco che è da classifica pur essendo quanto di più diverso dal solito vedrete entrare in top ten nel Regno Unito.

Basta questo a decretare lunga vita ai Pulled Apart By Horses? No, abbiamo già visto troppe band che nel giro di tre album sono passate dalla tenuta di salvatori del rock a quella grigia dell’impiegato di banca, però il finale Everything Dipped In Gold ci lascia delle buone sensazioni. Adesso sono una band per giovani e giovanissimi, da qui a qualche anno potrebbero essere uno di quei gruppi buoni per le copertine che gli indie-snob commenteranno con un “me li ricordo quando ancora urlavano back to the fuck yeah”.

Tracklist

01. V.E.N.O.M.
02. Wolf Hand
03. Shake Off The Curse
04. Epic Myth
05. Some Mothers
06. Night Of The Living
07. Wildfire, Smoke & Doom
08. Bromance Ain’t Dead
09. Give Me A Reason
10. Degeneration Game
11. Everything Dipped In Gold

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Pulled Apart By Horses

Label: Transgressive


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