Dust, Kind EP


A cura di ap1976parma, Mercoledi, 29 febbraio 2012


Sono passati quasi tre anni da ‘Tuesday Evenings’, il debutto autoprodotto della band meneghina; Andrea D’Addato e soci sono cresciuti parecchio da quel momento in poi, grazie sicuramente alla buona esperienza live acquisita, ma anche alla maggiore fiducia nei propri mezzi: il primo risultato lo si può ascoltare in questo EP, uscito lo scorso gennaio per la Tomobiki Music e registrato presso il Mono Studio di Milano da Matteo Cantaluppi (The Record’s, Canadians, Edipo, Nesli) e Matteo Sandri (Rezophonic, Sananda Matreya).

La bella voce di D’Addato è sempre in primo piano, è forte, sa regalare emozioni e, in certi frangenti, a chi scrive, ricorda quella di Eddie Vedder (Collapse Of Art e Ink Loaded Love), da cui sembra prendere anche la stessa visceralità. C’è molta America in questo EP: nei paesaggi sonori dipinti dal gruppo lombardo si possono trovare citazioni del migliore alt-rock a stelle e strisce, partendo proprio dai Pearl Jam del già citato Vedder, passando per i sempre apprezzati Wilco e R.E.M. fino ai meravigliosi National di ‘High Violet’ (nell’iniziale O, My Mind si riesce a percepire la stessa intensità emotiva presente nei migliori brani dell’album più recente della band capitanata da Matt Berninger).

Questo EP contiene musica concreta, rock puro, destinato a rimanere e non a scomparire alla prima mareggiata, il sound è maturo, pieno, solido, in certi casi potente, proviene dall’anima ed è capace di colpire l’ascoltatore.

In attesa di un secondo lavoro sulla distanza, ‘Kind’ segna un breve, ma molto positivo passo avanti per i Dust.

Tracklist

01. O, My Mind
02. Ink-Loaded Love
03. Collapse Of Art
04. Never Defined
05. Still Hiding, Still Trying

Links

Dust

Label: Tomobiki Music


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