The Walkmen, Heaven
A cura di ap1976parma, Sabato, 2 giugno 2012

La band statunitense pubblica il suo settimo album: sono passati ben dieci anni dal loro debutto ‘Everyone Who Pretended To Like Me Is Gone’, ma il gruppo guidato da Hamilton Leithauser, seppur invecchiato e maturato, dimostra ancora una volta di esser capace di realizzare prodotti di qualità molto buona. Registrato tra Seattle e le foreste dello stato di Washington tra la fine dello scorso anno e i primi mesi del 2012, ‘Heaven’ è stato prodotto da Phil Ek (Built To Spill, Les Savy Fav, Fleet Foxes, The Shins, Band Of Horses, The Dodos) e vede le prestigiose collaborazioni di Robin Pecknold dei Fleet Foxes e di Simon Raymonde dei Cocteau Twins.
Anche nei molti momenti dolci e teneri, questo album sa dimostrare la sua maturità e sembra poter essere il lavoro più sincero della band ad oggi. ‘Heaven’ inizia proprio con un momento tranquillo, il singolo We Can’t Be Beat, dove i vocals grezzi veleggiano tra deliziose armonie, regalando subito ottime sensazioni; un’altra delizia, la morbida No One Ever Sleeps, accompagnata dall’aiuto del frontman dei Fleet Foxes, mostra ancora il lato romantico della band, in un altro momento all’insegna della delicatezza. Nightingales e The Love You Love sono decisamente più veloci ed energiche e vanno a coprire quel territorio indie-rock che già conosciamo (e tanto amiamo), tipico marchio di fabbrica per i Walkmen.
Il frontman Hamilton Leithauser, la cui sempre splendida voce è protagonista indiscussa anche all’interno di questo lavoro, ha recentemente dichiarato che, a suo avviso, le canzoni contenute in ‘Heaven’ sono pezzi di rock americano classico e subito si possono notare le influenze di Tom Petty e Bruce Springsteen nella meravigliosa, passionale ed intensa Heartbreaker; The Witch, invece, sembra essere presa dalla recente discografia degli Arctic Monkeys, con il suo suono cupo, oscuro, una sensazione di tensione che la pervade e una batteria pesante.
Con ‘Heaven’, i Walkmen sono cresciuti e sembrano soddisfatti dei loro nuovi pezzi, dove hanno diminuito la velocità e mostrato evidenti segni di maturità.
Tracklist
01. We Can’t Be Beat
02. Love Is Luck
03. Heartbreaker
04. The Witch
05. Southern Heart
06. Line By Line
07. Song For Leigh
08. Nightingales
09. Jerry Jr.’s Tune
10. The Love You Love
11. Heaven
12. No One Ever Sleeps
13. Dreamboat






