Panic! At The Disco, A Fever You Can't Sweat Out


A cura di josie, Venerdi, 6 gennaio 2006


Recensione impegnativa, questa dei Panic! At The Disco, mi mette davvero alla prova. Se già vi è capitato di ascoltarli, avrete già capito qual è la questione principale... Sto parlando di quella considerazione fulminante che è inevitabile muovere sin dal primo approccio con le note di "A Fever You Can't Sweat Out": siamo di fronte alla copia, e nemmeno troppo bella, dei Fall Out Boy.

É Fueled By Ramen in collaborazione con la neonata label di Peter Wentz dei FOB (Decaydance) a licenziare il disco, e questo ci mette di fronte ad un'ulteriore osservazione: che la Fueled investa parecchio nei Panic! oppure che abbia semplicemente deciso di puntare sul fiuto di Wentz, colui che primo scoprì la band? O ancora che, essenzialmente, voglia andare sul sicuro lanciando una band caratterizzata dallo stesso, medesimo timbro vocale della band di quell'usignolo che è Patrick Stump (il cantante dei Fall Out Boy, appunto)?

Il fatto che nei Panic! At The Disco compaiano synth a palla ed un piano definito "vaudevilliano", motivi elettronici e particolari indierock (che mi ricordano a tratti i Bloc Party) li rende senz'altro diversi dal gruppo dell'Illinois, ma non al punto tale di levare nemmeno a loro stessi l'auto consapevolezza di esserne quantomeno i fratelli minori: come spieghereste, altrimenti, il quasi sconcertante ritornello di London Beckoned Songs About Money Written By Machines: "Well we're just a wet dream for the webzines, make us it make us hip make us scene, or shrug us off your shoulders, don't approve a single word we wrote"?
Prendete altrimenti la lista di titoli, tanto ironici e dilatati, tanto simili a quelli dei cari sopracitati, tanto simili anche i testi. Questa somiglianza sarà la loro fortuna o la loro disgrazia; in entrambe i casi, i Panic! sembrano fregarsene. Anche un po' come è giusto che sia. Il problema è che il livello di affinità è scandaloso e quel che va oltre l'analogia non è un granchè.

Dunque un'evoluzione o piuttosto una regressione di quello che è il sound dei Fall Out Boy? É purtroppo impossibile parlare di pezzi come The Only Difference Between Martydom And Suicide Is Press Coverage o di Lying Is The Most Fun A Girl Can Have Without Taking Her Clothes Off senza menzionare Stump e soci. Ed è abbastanza triste: i Panic! At The Disco sono esuberanti e drammatici allo stesso tempo, ma non c'è nulla di esaltante o di nobile nel mero selezionare due o tre fonti e mischiarle insieme. É un peccato, perchè negli ultimi due brani (inserti di fiati, belle atmosfere) sono anche in grado di salire su un gradino più alto di tutto il resto dell'album. Ed è una disdetta, perchè con un po' più di originalità non sarebbero stati neanche male.

Tracklist


01.Introduction
02.The Only Difference Between Martydom And Suicide Is Press Coverage
03.London Beckoned Songs About Money Written By Machines
04.Nails For Breakfast, Tackc For Snacks
05.Camisado
06.Time To Dance
07.Lying Is The Most Fun A Girl Can Have Without Taking Her Clothes Off
08.Intermission
09.But It's Better If You Do
10.I Write Sins Not Tragedies
11.I Constantly Thank God For Esteban
12.There's A Good Reason These Tables Are Numbered Honey, You Just Haven't Thought Of It Yet
13.Build God, Then We'll Talk

Links

Panic! At The Disco

Label: Fueled By Ramen / Decaydance


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