The Rakes, Capture / Release


A cura di Salford, Venerdi, 6 gennaio 2006


Arrivo a fare questa recensione in estremo ritardo e proprio sul filo del rasoio prima della loro apparizione in terra italica al seguito dei Franz Ferdinand.

Come ho già scritto parlando dei Paddingtons, da anni la scena rock inglese non era così attiva e prolifica, con tutte queste nuove band che spuntano come funghi ogni giorno, o forse è più corretto dire che da tempo non aveva i riflettori così puntati addosso. Molti si sono chiesti quanto ciò fosse necessario, si sono interrogati sul perché del successo ottenuto da band tutte uguali, e probabilmente si lamenteranno anche a proposito de The Rakes.

Se solitamente mi ritrovo rispondere alle suddette perplessità semplicemente con un “ Perché no?” , mi sento di esprimere con ancora maggior forza la cosa parlando di “ Capture/Release ”.

Ovviamente non siamo di fronte a nulla di trascendentale e inoltre c’è tutto l’indispensabile per il detrattore medio: chitarrine, tempi ballabili, influenze post-punk e Londra come territorio d’azione.Inoltre, qualora tu, detrattore medio del modern rock non fossi contento, possiamo offrirti anche la bella amicizia della band di Alan Donohue con Maximo Park e Bloc Party, così da poter puntare il dito contro il maledetto gossip.

Ma, perché un ma c’è spesso e volentieri, ma questi The Rakes sono una spanna sopra tante band che vengono fuori in continuazione dall’underground inglese e si permettono un album di esordio che ha come unici punti un po’ più bassi T-Bone e Terror!, la seconda nemmeno più di tanto. Per il resto è un festival di chitarre spigolose, foga, tempi da ballare seguendo il dinoccolato Donohue, e su cui batter il piede, riff su cui saltare e “ oh-o oh-o ” da urlare. La sequenza dalla prima all’ottava traccia è da K.O. ; dagli amori nella Germania del muro in Strasbourg alla…violenta Violent ma, come si dice, dulcis in fundo. È infatti l’ultimo pezzo, nonché ultimo singolo, la migliore cosa del disco, quella staccata Work Work Work (Pub, Club, Sleep), cronaca del week-end inglese standard. Non sono ancora saliti sul treno delle band dell’anno che trasporta i loro amici ma sono pericolosamente attaccati ai finestrini. Non perdeteli live con i Franz Ferdinand questo mese il 17 a Milano, il 18 a Firenze e il 19 a Bologna.

Tracklist

  1. Strasbourg
  2. Retreat
  3. 22 Grand Job
  4. Open Book
  5. The Guilt
  6. Binary Love
  7. We Are All Animals
  8. Violent
  9. T-Bone
  10. Terror!
  11. Work Work Work (Pub, Club, Sleep)

Links

The Rakes

Label: V2


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