Tsunami, L'ingrato
A cura di Loser, Martedi, 4 luglio 2006

Dopo una marea di concerti, cambi di formazione e un ep alle spalle….sposati alla nobile causa del “do it yourself” “come scelta, non come ripiego. Perché faccio ciò che mi piace e mi piace ciò che faccio” e appoggiati da ben 17 labels indipendenti, gli Tsunami fanno uscire il loro primo vero full lenght con quattordici tracce di puro punk hardcore in stile Skruigners con spunti alla Woptime e rimembranze appena percettibili di Sottopressione. Velocità, rabbia contro tutto e tutti, e l’aspirazione di poter esprimere il loro pensiero senza mai dover scendere a compromessi, come enunciano sul loro booklet: “Stiamo dimostrando, insieme a persone che ci sono affini ed amiche, che esiste un modo per raggiungere sogni e bisogni che non ha niente a che vedere con cifre, classifiche, conformismo, apparenza. Non è un tatuaggio o una maglietta: è un pensiero sottile”. Tanto di cappello.
Il disco di per sé si presenta bene anche solo alla vista, ottimo e ben curato il booklet così come buona e ben curata è la registrazione, che rappresentano, sicuramente, due ottimi biglietto da visita per questi cinque torinesi.
Ma parliamo di musica…..
Il disco inizia con un intro strumentale melodico, interrotto da uno stralcio di monologo del buon Brad Pitt versione Tyler Durden (quello in cui definisce la nostra generazione come “i figli di mezzo della storia”) al termine del quale si sprigiona tutta la rabbia degli Tsunami…batteria ai cento allora, stacchi punk rock e voce roca e cavernosa. Testi impegnati socialmente e politicamente, idee chiare e posizioni scomode. Hardcore riottoso, nel classico modo torinese.
L’Ingrato non è niente di nuovo e anzi forse un po’ troppo derivativo, ma comunque diretto e senza troppi inutili compromessi che ritrova in delitto perfetto, enoma, cicatrici, apocalisse in salotto, e nella titletrack (in cui il finale sfocia in una tempistica grind violentissima) i suoi capitoli migliori e di maggior effetto. Belli secondo me anche i cori e gli screaming che molte volte appaiono appena sotto la voce principale di Marco.
Un bel disco, che sicuramente si meriterebbe una visibilità maggiore, sia per la bellezza in sé sia per la politica D.I.Y che hanno intrapreso i cinque torinesi, che li ha portati ad avere un ottimo prodotto ad un prezzo super conveniente (8 euro sono decisamente pochi). Accattate e supportate.
Tracklist
01. Intro
02. Terso Soffitto Blu
03. Mostrometropoli
04. Delitto Perfetto
05. Enoma
06. Tragico Lieto Fine
07. Adieu
08. Cicatrici
09. Wargames
10. Reality Show
11. Apocalisse In Salotto
12. Mercenari / Martiri
13. Due Parole Sul Rispetto
14. L’ingrato





