Bankrupt, Shorter Than Danny DeVito

A cura di , 26 agosto 2006
Bankrupt, Shorter Than Danny DeVito
Bankrupt
Piarr Records

Dopo un anno e mezzo dalla recensione del loro secondo album ricevo con piacere l'ultimo lavoro della band magiara.
Il gruppo, che per il momento non ha ancora avuto modo di farsi conoscere in Italia (fermandosi nei Paesi vicini come Austria e Slovenia), si ripropone quindi con 11 tracce di punk rock melodico molto orecchiabile, continuando nel solco dell'album precedente.
Non vi sono state novità rilevanti quali cambi di formazione ma fondamentalmente, oltre ad una maggiore cura delle parti strumentali e della registrazione (che considero fisiologica alla crescita musicalmente parlando), è cambiata solo una cosa: non ci sono più le canzoni in ungherese cantate poi anche in inglese, questa volta sono tutte in inglese.
Sicuramente sarà servito per raggiungere più ascoltatori possibili ma personalmente non ritenevo l'ungherese inadatto dato che risultava allo stesso modo "musicale" quanto l'inglese.
Nella migliore della tradizione punk rock inoltre l'album dura meno di 22 minuti, una media di 2 minuti a canzone: da qui, appunto, "shorter that Danny DeVito", con relativo gioco sull'aggettivo inglese "short", sia basso che corto. Non poteva nemmeno mancare quindi una canzone in tributo ai Ramones (Farewell to the cretins), punk rock band per eccellenza, sebbene la band si dichiari influenzata da diverse "milestone" della musica underground.
Testi semplici, facilmente canticchiabili, parlano sia di attualità o fatti recenti (le rivolte nei quartieri popolari francesi o il bombardamento della cittadina di NoviSad, Federazione Yugoslava) come di vita quotiana o autobiografica (come ad esempio il raggiungimento dei 30 anni da parte di Rocco, canntante e bassista del trio).
L'album, reperibile sul mercato italiano solamente tramite siti online (o chiedendo direttamente alla loro etichetta), corona degnamente i 10 anni di attività della band e c'è da ben sperare per nuovi, futuri, nuovi dischi e, magari, anche qualche concerto dalle nostre parti.


Tracklist:

1. All day in the car
2. Come around
3. Bab's got the bird flu
4. 18 now
5. Nothing Toulouse
6. Record Store Renegade
7. Farewell to the Cretins
8. Outliving the Enemy
9. Koheed & Kembra
10. Face the Failure
11. The Bridges of Novi Sad


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