The Sunshine Underground, Raise The Alarm
A cura di George, Giovedi, 18 gennaio 2007

White Rose Movement in salsa Hard-Fi. Potremmo ridefinirlo in questo modo un po' banale il cd d'esordio dei Sunshine Underground, che fanno un cd discreto, ma un po' al di sotto delle (mie) aspettative indotte dai diversi singoli che era via via usciti in rete.
La band è bravina e divertente, ha molto da omaggiare al lavoro fatto dai Pulp nella metà anni 90' e al modo di rielaborare in parte quel lavoro dei WRM, ma affianca a questo un certo gusto anche per l'indie-pop degli Hard-Fi. Se ad un cd come questo si chiede solo di essere divertente e di far ballare la gente allora la missione probabilmente è anche compiuta, difficile resistere a certi ritmi che rimandano anche ai primi Red Hot Chili Peppers, ma se si va un po' oltre al pure divertimento ecco che emerge la pecca più grossa che ho riscontrato, che sta nel non essere riuscita a ricreare in altri brani dell'album, al di fuori dei già sentiti, quel mix vincente che ha fatto di Put You In Your Place uno dei singoli più carini dell'ultimo periodo. A fianco dei ritmi travolgenti di quella canzone infatti resta pochino attaccato all'osso di "Raise The Alarm": forse l'unico altro esempio di pezzo veramente azzeccato è Commercial Breakdown, divertente e tremendamente figlia della vecchia band di Jarvis Cocker, un pezzo che in una compilation da festa non deve mancare. Tra le altre cose carine ci sono l'iniziale Wake Up, incessante e di sicura presa live e Way It Is, anche qui pezzone da ballare semi-ubriachi. Il tentativo di arricchire il disco con la lenta Somebody's Always Getting In The Way non riesce benissimo: la canzone ha degli spunti discreti e il giro di sottofondo non è malaccio, ma la voce non si fonde adeguatamente con il sound e così risulta un po' fastidiosa. Per altro non è l'unico caso in cui la voce di Craig Wellington stona un po', ad esempio nella precedente Dead Scene, una più che pregevole base viene un po' rovinata da una voce non altrettanto all'altezza.
Insomma un cd ascoltabile qui e là ed estremamente ballabile, specie al mattino alle 5 in qualche after-party, che però non ha confermato quanto di buono mi aspettassi da questa band, che probabilmente dal vivo risultarà tremendamente efficace, ma che su disco paga inesorabilmente dazio ai White Rose Movement innanzitutto, ma anche a tanti altri esempi dell'ultima scena indie.
Tracklist
- Wake Up/>//>
- Put In Your Place/>//>
- Dead Scene/>//>
- Way It Is/>//>
- Commercial Breakdown/>//>
- Somebody's Always Getting In The Way/>//>
- Borders/>//>
- Panic Attack/>//>
- I Ain't Losing Any Sleep/>//>
- My Army/>//>
- Raise The Alarm />//>





