Lerche Sondre & The Faces Down, Phantom Punch


A cura di Salford, Lunedi, 5 febbraio 2007


Amo Sondre Lerche; lo amo talmente tanto da trovarlo particolarmente irritante.
Mi secca che uno smunto ragazzino nordeuropeo, circa due anni più grande di me, uno che potrei tranquillamente incontrare per i corridoi della mia facoltà, abbia sfornato già tre full lenght, e tutti ottimi o poco meno.
Mi secca ancora di più che lo abbia fatto di nuovo, e se fino ad ora aveva deciso di attenersi quasi esclusivamente alla maniacale e raffinata cura melodica di scuola Beatles/Beach Boys/Bacharach, ora decide addirittura di cambiare leggermente le carte in tavola.

Sì, perché la vera notizia riportata dai solchi è che l'enfant prodige di Bergen e i suoi Faces Down hanno osato stavolta pure delle distorsioni ! Cosa clamorosa per chi conosce i lavori precedenti ma nondimeno benvenuta, a maggior ragione se poi lo stile è inevitabilmente quello.

A volte mi chiedo come potrebbero essere i dischi di Sondre in diverse condizioni mediatiche. Ho letto diversi pareri di persone che ne richiedono la maggiore promozione, ma sarebbe effettivamente auspicabile ? Il ragazzo in questione è uno di quelli che ha talento da vendere ed ora dimostra di avere una cresciuta ( ma non finita ) maturità e coscienza di propri mezzi, perché rischiare di bruciarlo sovraesponendolo ? Che resti di nicchia e alimenti le sue doti.

" Phantom Punch " arriva dopo l'episodio jazz di " Duper Sessions " ed è un po' ritorno alle sonorità poprock caratterizzanti gli altri lavori, ma con diffuse emergenze che vanno dal power alla bossa. La produzione è affidata a Tony Hoffer, uno che ha lavorato con gente come Beck, Belle And Sebastian, Air, Supergrass, Fischerspooner e recentemente anche con Kooks e The Fratellis, una garanzia quindi per la mescola dei suoni ( se poi è vero quello che mi è stato detto dei Fratellis live più che un produttore questo signore è un taumaturgo ).

Il biondino norvegese e la sua band, sia quando c'è da accellerare nella nuova veste ( l'irresistibile The Tape, la ballabile Phantom Punch e Face The Blood dove sembrano quasi i Mando Diao ), sia nei momenti di classico pop d'autore come Tragic Mirror ed After All, eseguono il loro compitino fatto di eleganza e divertimento. La realtà però è che siamo di fronte ad un album strepitoso, per quanto sono sicuro che i criticoni pseudointellettuali di turno non mancheranno di liquidarlo come futile lavoretto, e non c'è un episodio brutto nemmeno a pagarlo. Sfido inoltre a trovare tanti pezzi nobilmente pop migliori del singolo Say It All o di She's Fantastic, che racchiude perfettamente lo spirito dell'album, in giro.

Quello che impressiona di Sondre Lerche è la continuità del suo processo di maturazione che può contare ora su un ennesimo punto fermo.

Tracklist

  1. Airport Taxi Reception
  2. The Tape
  3. Say It All
  4. Phantom Punch
  5. Tragic Miror
  6. Face The Blood
  7. John, Let Me Go
  8. Well Well Well
  9. After All
  10. She's Fantastic
  11. Happy Birthday Girl

Links

Lerche Sondre & The Faces Down

Label: Astralwerks/Virgin/EMI