La Fame di Camilla, La Fame di Camilla EP
A cura di George, Lunedi, 3 novembre 2008

Prima recensione per una nuove firma di Troublezine: Nicola
Il gruppo barese de La Fame di Camilla si ripresenta sulle scene discografiche con la seconda impresa su "plastica": un EP che si inserisce come un momento di passaggio dal loro primo cd, esordio discografico interamente autoprodotto (ma che li ha portati a calcare importanti palchi tra cui il MEI 2007 e ad ottenere prestigiosi riconoscimenti tra concerti, radio e tv) e un secondo lavoro nel futuro prossimo. L'Ep raccoglie tre brani dal primo cd, brani dalla chiave più "indie/alternative" rispetto a quella pop-rock di altre piccole perle della loro prima uscita e li completa con 2 ultime creazioni, Sperare e 39.
Un gruppo giovane (poco più di un anno di frenetica attività) in questa formazione ma navigato per le singole provenienze che spaziano da Sanremo Giovani alla scena alternative pugliese, sicuramente determinato a seguire la propria strada continuando una importante gavetta e che presenta più che una conferma compositiva ascoltando le 5 tracce: arpeggi delicati studiati per guidare l'ascoltatore come un cammino sospeso tra sogni ed emozioni che attraversano tutte le varie sensazioni dell'animo umano; le stesse che si mostrano attraverso le distorsioni decise e continue, sostenute dal costante suono del basso e della batteria di Dino e Lele. Le due chitarre seguono un disegno collettivo, sostenuto dalla sezione ritmica instancabile e studiata nei minimi dettagli; si potrebbe rischiare di avvertire la fase di accurata ricerca ed invece le canzoni scorrono e rapiscono E così anche quando la chitarra diventa acustica e le distorsioni di Non chiedermi niente lasciano spazio al silenzio, lasciandosi andare ad una piccola confessione, Sperare si rivela un momento di acquietamento col mondo che circonda, che spesso apre strade difficili da percorrere o che si scontra con la "normalità"
Testi molto lirici e poetici, che giocano su metafore e riassumono storie viste da un occhio adulto che si rapporta alle problematiche di ogni singolo animo, come ad esempio un difficile rapporto tra generazioni, figli e genitori, sullo sfondo della problematica delle droghe e che vive la sua ascesa e la sua discesa seguendo le note ed il testo di 39, un'esplosione di chitarre, basso e synth. Le canzoni utilizzano anche l'albanese, lingua madre del cantante, per presentare un'altra perla dell'EP, guidata dall'ebow della chitarra di Johnny in Ne Doren Tende, Sul palmo della tua mano, dove trovare, attraverso l'amore e la sua mancanza, la poesia e il fascino di una cultura con la quale la terra di provenienza di questo gruppo, la Puglia, trova corrispondenze quotidianamente.
Storie fatte di disperazione e speranza, così come ritratte in Storia di una favola, brano di apertura, quasi a livello cantautoriale e vera e propria "hit" del gruppo, che sembra riassumere centinaia di storie di viaggi alla ricerca di una nuova più felice realtà, frutto di scelte che causano un distacco familiare sofferto, capace di essere ricomposto in uno sguardo e in un abbraccio di ritorno in terre spesso martoriate dove un bambino di 10 anni porta sul suo volto "una maschera di 40". La musica e direi anche le liriche, tra favole e momenti cupi e introspettivi, ricalca la lezione musicale impartita dai Radiohead mentre si tinge di sfumature musicali tipiche di Mogwai e Muse, associata al sapiente utilizzo di sequenze dagli echi Massive Attack e synth, così come non può sfuggire l'accostamento tra la voce e i falsetti di Ermal con quella di Thorbisson dei Sigur Ros (oltre a Yorke e Bellamy), sicuramente uno dei gruppi che ha influenzato maggiormente questo gruppo in piena fase di ascesa.
E' questa la chiusura di un ascolto vissuto fino in fondo, un battito continuo di "una vita che ride" e che diventa davvero la speranza di una catarsi finale, quasi un ritorno all'età dell'innocenza dall'"age of experience" (Blake) sostenuta dagli archi e da un leggero quasi impercettibile carillon, dalle risa di un bambino; prendersi una pausa dal caos che ci circonda, riflettere, commuoversi, sperare.
Tracklist
- Storia di una favola/>//>
- Ne doren tende/>//>
- 39/>//>
- Non chiedermi niente/>//>
- Sperare />//>





