Bloc Party, Intimacy
A cura di George, Venerdi, 21 novembre 2008

"Intimacy" è la conferma di un gruppo straordinario nella sua ecletticità, nel proseguire un cammino che sviluppa ancora di più certi suoni presenti sia in "Silent Alarm" che in "A Weekend In The City", ma è anche il primo album dove i Bloc non sorprendono e rimescolano tutto quanto è nelle loro corde senza andare troppo oltre. Il mix è sempre ottimo, energico come fu all'esordio senza dimenticare certe melodie più chiare emerse nel recente passato ma in "Intimacy" ci sono ancora meno singoli o potenziali tali che nel suo predecessore e meno canzoni in grado di definire un genere come fu per Banquet.
La band inglese parte indubbiamente bene con Ares, dove i Prodigy fanno capolino scendendo nell'arena del rock o anche con Mercury, discusso e discotibile singolo di lancio, che con il suo incedere ripetitivo conquista ascolto dopo ascolto. L'elettronica avanza e gli schemi classici presenti soprattutto in "A Weekend In The City" vengono a mancare: la base di partenza sembra Uniform alla quale i Bloc aggiungono accellerazioni che cercano di ricordare gli esordi, ma l'alchimia riesce forse perfettamente solo una volta con One Month Off. Solo questo brano probabilmente giustifica questo album, perchè è un pezzo magnetico ed energico come poco altro sentito nel 2008, ma la sua riuscita stona con il contesto che invece è buono, ma non ottimo. Probabilmente "Intimacy" non servirà ad accrescere la base di proseliti dei Bloc Party, ma per una band che non ha quasi mai fatto dell'amore viscerale con i propri fans (in confronto al altri) il suo punto di forza, questo disco è la conferma che i Bloc Party possono ambire a costruirsi una nicchia di pubblico fedele ad ascoltare ogni volta dove Kele Orekere ha portato il sound della sua band.
Tracklist
- Ares />//>
- Mercury />//>
- Halo />//>
- Biko />//>
- Trojan Horse />//>
- Signs />//>
- One Month Off />//>
- Zephyrus />//>
- Talons />//>
- Better Than Heaven />//>
- Ion Square />//>





