Drive By Argument, Drive By Argument

A cura di George, 2 dicembre 2008
Drive By Argument, Drive By Argument
Drive By Argument
Lizard King

Nuova recensione da parte di edge 

Mi sono approcciato in maniera entusiasta al debutto omonimo dei Drive by argument, scozzesi che presentavano il loro genere, che ho scoperto da loro coniato come "four to the floor unhappy hardcore".

Una prima avvisaglia però di un disco difficile da collocare; come volevasi dimostrare infatti, l'album spiazza e svaria tra diversi generi, il new rave dei klaxons e la scena hype di band come Foals e Does it Offend you, yeah?, fino ad un rapido techno-rock (in realtà abbastanza scontato, come in Dance Like No-One's Watching, Disco Storm e We Techno Prisoners) e perdendosi un po' in cori e urletti alla Lostprophets di The fake sound of progress (non azzeccati), senza scomodare comunque "mostri sacri" (di un genere comunque recente) quali Kaiser Chiefs e Bloc Party.

Album che parte seguendo buoni riferimenti musicali ma che si mischiano snaturando l'album, forse troppo "guidato" dalla mano della produzione; questo è quello che si pensa di fronte ad un album che rivela di cercare a tutti i costi la strada "giusta". Ad ogni modo si parte subito con una bella botta new wave, guidata dal charleston in levare e un buon riff di chitarra diretto al dancefloor invocato dagli Arctic Monkeys, lo schema poi, che spesso si ripete nell'album, passa ad un brano più techno-rock, con buone melodie specialmente nel ritornello.

Un gruppo che strizza l'occhio anche al pop punk (come in Sex line's are expensive comed e There's nothing as epic as gold, un'altra buona traccia) di gruppi come Panic! At the disco e Fall Out Boy, individuando così forse anche la destinazione principale del proprio prodotto: un adolescente che ha voglia di sperimentare e che forse, attraverso questo disco, potrà approdare in più felici lidi new wave, seppure questo disco parta da buone intuizioni (come lo stesso riferimento al mondo dei videogiochi più riferibile all'adolescenza anni'90 che a quella "emo" 2000), come le ballate "Eyefishstarfisheye" "How The Trees Sleep" (forse il pezzo più bello dell'album e che si muove su uno schema più quadrato, il miglior punto di partenza per la prossima loro prova qualora decidessero che direzione prendere).

La mancanza forse di un'originalità totale, vestita in abiti di sincerità e schiettezza, porta però a sentire una certa "stanchezza" già nella seconda parte dell'album, che ripercorre gli stessi schemi della prima e non concede niente di più rispetto a ciò che si era potuto apprezzare tra i primi pezzi. Rischiano così quasi di passare "inosservate" le tracce finali dell'album, Lower your pieces e Cyclists run red lights, che lasciano intravedere piacevoli giochi chitarra-synth, seppure embrionali. Un album sicuramente piacevole da ascoltare e che sa colpire per alcune trovate, adrenalinico, ma che nel complesso non si assicura un posto tra i dischi del 2008.


Tracklist:

  1. The Sega Method 
  2. Dance Like No-One's Watching
  3. There's Nothing As Epic As Goldenaxe
  4. Sex Lines Are Expensive Comedy
  5. Eyefishstarfisheye
  6. How The Trees Sleep
  7. Disco Storm
  8. Lower Your Pieces
  9. We Techno Prisoners
  10. Cyclists Run Red Lights

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